Vienna

I luoghi del romanzo

Vienna visse sotto il dominio sovietico fino al novembre successivo quando fu divisa in quattro zone di occupazione, una per ogni potenza Alleata, e fortuna volle che il Distretto dove abitavano zia e nipote finisse nella Zona britannica. In quel periodo, fatto di ozio e frustrazione, Andràs era rimasto tappato in casa consumato dalla paura ed era sopravvissuto grazie alla zia che, con le sterline del nipote, riusciva a procurarsi qualcosa da mangiare alla borsa nera.

Si dettero appuntamento per il giorno dopo per recarsi al quartier generale dell’UNRRA allestito nei locali del Rothschild Hospital, nel XVIII Distretto. Per arrivarci non dovevano attraversare zone occupate dai russi e furono fermati solo un paio volte, prima da una pattuglia americana e poi da una inglese, ma le credenziali di funzionario UNRRA del maestro evitarono troppi controlli.

Per il resto ospitava uffici dell’Organizzazione e per la gran parte accoglieva gli ebrei sopravvissuti dai campi, ammassati nelle stanze ai piani superiori e solo alcuni si godevano il tiepido sole invernale nel grande cortile. Andràs odiava gli ebrei e cercava di eludere i loro sguardi. Mentre passava in mezzo a loro sentì un brivido di paura percorrergli la schiena.

Mentre saliva le scale aveva adocchiato degli ebrei al lavoro, sarti, calzolai, parrucchieri e perfino qualcuno che riparava macchine da cucire.

“Imparano un mestiere, gli sarà utile quando si rifaranno una nuova vita.” gli spiegò l’altro con un’aria soddisfatta.

Con in mano quei documenti, Andràs si sentiva un altro e non stava nella pelle per la contentezza, finalmente ce l’aveva fatta. Aveva vissuto quei mesi di incubo con un solo pensiero in testa: avere una nuova identità, cancellare ogni legame con il passato, abbandonare la miserabile condizione di clandestinità in cui viveva e dare inizio a una nuova vita.

Ma la sua felicità durò poco.

 “Sono validi per tre mesi e solo all’interno della città,” gli aveva detto il maestro congedandolo con una stretta di mano, “servono per farsi rilasciare dei documenti regolari dall’Ambasciata ungherese.”

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